“Una banda di idioti” – di John Kennedy Toole

Autore: John Kennedy Toole
Genere: Romanzo picaresco/umoristico
Anno edizione: 1998
Casa editrice: Marcos y Marcos

Una banda di idioti è un classico della letteratura umoristica scritto da John Kennedy Toole e pubblicato per la prima volta in America nel 1980, undici anni dopo la morte dell’autore che si suicidò a soli trentadue anni senza che nessuno conoscesse ancora il suo libro.

Il manoscritto fu pubblicato grazie alla madre dell’autore che lo trovò e lo propose agli editori di mezza America perché sicura del valore che il libro avesse, ma passò diverso tempo prima che un editore si decise a credere in lei e nella sua storia. Il racconto fu infine pubblicato grazie allo scrittore Walker Percy che ha contributo anche con una prefazione che si trova all’interno del libro, e che è arrivato a vendere due milioni di copie in tutto il mondo.

Una banda di idioti è definito come un romanzo picaresco, ossia un romanzo raccontato in prima persona e apparentemente autobiografico, che racconta le vicende di questo fittizio protagonista che non è nient’altro che un personaggio grottesco, ridicolo, deriso dalla società, che spesso si trova coinvolto in situazioni sconvenienti. Picaresco deriva infatti dalla parola “picaro” che significa burbero/furfante.

Il protagonista di questa storia è Ignatius Reilly, personaggio grottesco, stravagante, fisicamente un omone alto e grosso dagli outfit discutibili, che ha una certa difficoltà a farsi benvolere da chi gli sta attorno a causa delle sue maniere incivili, ad eccezione della madre Irene, donna sconsolata e avvezza all’alcool, che sembra essersi ormai arresa alla sua sfortunata genitorialità.

Ignatius è una macchietta geniale ed estremamente acculturata, diversi sono infatti i passaggi nel libro in cui lo stesso protagonista racconta attraverso degli appunti sparsi le vicende in cui è coinvolto e di cui ne va orgogliosamente fiero, ma allo stesso tempo è un evidente sociopatico, insolente ed arrogante, sicuro del fatto che siano le altre persone a fare banda contro di lui mettendogli i bastoni fra le ruote.

“Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui”. Jonathan Swift

Ignatius nella sua genialità riesce a cacciarsi in situazioni tragicomiche con inevitabili conseguenze disastrose, ma allo stesso tempo ne riesce costantemente a dileguarsi facendo ricadere la responsabilità su altri. Diversi infatti sono i personaggi che ruotano intorno alle sue vicende, i cui destini in qualche modo sembrano inevitabilmente incrociarsi ma con effetti non sempre desiderati.

Abbiamo l’agente Mancuso, poliziotto impacciato ma terribilmente affezionato al suo lavoro al punto che scovare furfanti per le strade di New Orleans diventa il suo unico scopo di vita; Jones, disoccupato afroamericano costantemente sotto l’occhio vigile dei piedipiatti; Santa Battaglia, amica della mamma di Ignatius che la trascina ad instancabili partite di bowling; Lana Lee, proprietaria del locale “Notti di follia”, locale sporco e malfamato dove svolge delle attività illegali sottobanco e tratta in maniera discutibile i suoi dipendenti sottopagati, ma anche tanti altri.

Provate a pensare per un momento se le vite di questi personaggi un po’ sui generis dovessero intrecciarsi quali conseguenze catastrofiche potrebbero derivarne? Ed è esattamente quello che succede nel romanzo dove si creano delle situazioni esilaranti accompagnate da dialoghi ingegnosi e super divertenti. Una vera e propria banda di idioti per l’appunto.

Ignatius si oppone con tutto sé stesso alla mancanza di “teologia e geometria” della società di cui fa parte e ne è ossessionato a tal punto da mettere in piedi manifestazioni di pura ribellione proponendo linee guida ancora più distruttive, ma i seguaci di queste sue manie di protagonismo saranno ben pochi.

Il punto di forza di questo romanzo è la sua genialità nel racconto e nella definizione dei personaggi, accompagnato da un linguaggio incalzante, scorrevole e mai noioso. Personalmente preferisco libri che abbiano una trama ben definita, un racconto che abbia un inizio ed una conclusione, piuttosto che una narrazione che abbia ad oggetto esclusivamente la vita di un personaggio (tra l’altro personaggio che definire “odioso” è un eufemismo).

Ma questo non toglie nulla alla bravura dell’autore e alla popolarità del romanzo, un autentico capolavoro che è stato anche vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa nel 1981.

Non mi resta quindi che augurare una buona lettura a chi avesse deciso di addentrarsi in questo super classico!

Veronica

Classificazione: 3.5 su 5.