“L’India si è presa cura di me” – di Debhora Casalloni

Autore: Debhora Casalloni
Genere: Letteratura di viaggio
Periodo di pubblicazione: aprile 2018
Casa editrice: Bookabook
Pagine: 260

Un diario di viaggio che vede come protagonista Debhora, specializzata in pranoterapia e volontaria della Croce Rossa che nel 2016, all’età di soli ventisei anni, decide di partire per l’India alla scoperta di sé stessa. Cinque mesi intensi raccontati attraverso un diario giornaliero fatto di confessioni, luoghi, volti, stati d’animo ed alcune foto ricordo.

Ho deciso di raccontarvi questo libro in un modo differente dalla classica recensione, attraverso cinque semplici domande che a mio parere consentono di dare un volto a 360° a quello che non è solo un libro ma prima di tutto un diario ed un’esperienza personale.

Non mi resta quindi che augurarvi buona lettura e buon viaggio!

WHO (CHI?)

Debhora (Verzuolo, 1989), diplomata come tecnico dei servizi sociali e volontaria della Croce Rossa, ha iniziato questo lavoro di crescita personale all’età di sedici anni frequentando dapprima il corso Genio in 21 giorni, per migliorare le proprie capacità di apprendimento attraverso tecniche di studio personalizzate, a cui col tempo ha affiancato percorsi in ambito energetico-spirituale da cui ha iniziato a sentirsi sempre più affascinata e coinvolta, confluito infine nella pranoterapia di cui ha voluto farne il proprio lavoro. Ma all’età di ventisei anni, una volta raggiunti gli obiettivi prefissati sia dal lato personale che da quello professionale, una nuova sensazione inizia a farsi strada…

“E’ proprio vero che quando accogli le tue emozioni, ciò che senti e i tuoi limiti, con l’intenzione di trasformarli e non di giudicarti, le cose cambiano.”

WHAT (CHE COSA?)

Uscire dalla propria comfort zone e dalla routine non attraverso una semplice vacanza quanto piuttosto tramite un vero e proprio viaggio, e quale meta migliore se non l’India, la meta spirituale per eccellenza? Un viaggio che Debhora ha volutamente lasciato al caso senza programmare ogni singolo dettaglio, un modo diverso di accogliere quello che la vita ha da offrirle.

“Ho uno zaino e un marsupio. Ho prenotato un hotel per tre giorni a Nuova Delhi, dove atterrerò, poi non so altro. Gusterò ogni suono, colore, sapore e so che sarà un viaggio tanto fuori, quanto dentro di me. Non conoscerò solo una terra lontana, ma conoscerò meglio anche me stessa.”

WHEN (QUANDO?)

Con l’inizio del 2016 Debhora ha iniziato i preparativi del suo viaggio: dalle procedure burocratiche per il passaporto e per il visto alla gestione logistica dell’alloggio e del suo lavoro come libera professionista. In totale 5 mesi: partenza programmata per il 28 di giugno e rientro il 5 di dicembre.

“Parto con la convinzione che quella terra mi stia aspettando, come se avessimo un appuntamento da anni e ora, finalmente, possiamo viverci… Appena ho scelto di viaggiare, l’India mi ha chiamata come una calamita, con un magnetismo che non potevo ignorare.”

WHERE (DOVE?)

Considerando il rapporto di Debhora con la spiritualità e l’energia la scelta non poteva che ricadere sull’India. Così dopo essere atterrata a Nuova Delhi il suo percorso è continuato per Srinagar, Ladakh, Jammu, Amnistar, di nuovo Nuova Delhi, Jaipur, Indore, Beas, Agra, Benares, Calcutta, ritorno a Benares e Nuova Delhi ed infine rientro in Italia.

Ogni tappa è stata una scoperta ed un momento di crescita personale: Debhora è stata accolta da alcune famiglie che l’hanno fatta sentire a casa, circondandola di un amore e di un affetto inaspettato e diventando parte integrante della loro quotidianità. Quello che si aspettava essere un viaggio all’insegna della preghiera, della meditazione e dell’isolamento in realtà si è rivelato essere qualcosa di completamento diverso: affetto, condivisione, conoscenze, amicizie, divertimento. Un territorio connotato da usi e costumi così profondamente diversi da quelli occidentali a cui spesso è stato complicato approcciarsi, ma con un grande senso di famiglia che l’ha fatta sentire vicina alla sua realtà italiana e profondamente grata di vivere un’esperienza simile.

“Cavolo, penso che queste persone riceveranno tanto, davvero tanto, dalla Vita e da Dio, perché accogliermi e trattarmi così, come una di casa, subito… un miracolo, non c’è altro termine per definirlo.”

WHY (PERCHE?)

Per Debhora l’idea di un viaggio oltreoceano è nata dalla sensazione di non essere completamente felice e appagata, quel momento nella vita di tutti i noi in cui si fa un bilancio generale e si arriva alla consapevolezza che pur non avendo apparenti motivazioni di insoddisfazione o frustrazione, abbiamo bisogno di un cambiamento radicale.

Il cambiamento è sempre difficile e fa paura, ma a volte è necessario per rimescolare le carte in tavola e trovare nuovi stimoli e altre fonti di soddisfazione da cui attingere.

“La verità è che ho una paura fottuta di tornare a casa ed essere uguale a prima, di non cambiare davvero, di vedere e assaporare tanto come sto facendo, ma di non farlo veramente mio.

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E’ stata una lettura piacevole che mi ha permesso di entrare in sintonia con Debhora fin dalle prime pagine: una personalità semplice, empatica, comunicativa ed in grado di sprigionare energia positiva anche attraverso le pagine di un libro.

Ammetto di essere affascinata da quei libri spirituali e di ricerca interiore: anche io come Debhora tendo ad analizzare incessantemente tutto ciò che mi circonda, emozioni, persone, avvenimenti, come questi si ripercuotono sulla mia vita e dove posso trovare dei margini di miglioramento.

Mi sono sentita affine a lei in diversi passaggi, soprattutto quando si parla del giudizio, del non pretendere troppo da noi stessi, del mostrarci spesso come gli altri ci vogliono e non come siamo realmente, di accogliere quello che la vita ci dona perché a tutto c’è una spiegazione o uno spunto da cui trarne un insegnamento, qualsiasi esso sia.

“Forse il punto è proprio questo: voglio piacere alla gente, voglio essere amata. Mi rendo conto di così tante cose… è sicuramente questo che crea subbuglio in me e mi toglie la pace. Probabilmente per questo sentivo il bisogno di mostrarmi forte, perché alle persone serve sempre qualcuno più forte a cui appoggiarsi, a cui chiedere.”

Temi intimi e personali ma trattati con una sincerità di fondo supportata dallo stile del libro: un diario personale dove più che mai si ha la tranquillità di esprimersi liberamente senza filtri. Per questo ho trovato il racconto di Debhora spontaneo e naturale, pur essendo caratterizzato a volte da un lessico fin troppo confidenziale.

Concludo ringraziando ancora Debhora per avermi concesso la possibilità di leggere il suo prezioso diario di viaggio.

Veronica

Classificazione: 3.5 su 5.

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