“Il discorso delle stelle” – di Antonio Rubino

Autore: Antonio Rubino
Genere: Romanzo d’attualità
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice: Emersioni

Come è possibile che un semplice evento esterno possa far cambiare la sua prospettiva, verso il lavoro, verso la vita? Forse ogni tanto ci va un’iniezione di felicità dall’esterno che ti ridoni la speranza?

Il discorso delle stelle è un romanzo di attualità autentico e toccante, ambientato durante gli anni della guerra civile siriana e del terrorismo internazionale. La storia ha come protagonista Paolo Basile, un ingegnere italiano che si innamora di una ragazza siriana attraverso la quale entrerà in contatto con popolazioni e culture profondamente diverse da quelle da cui proviene. Il filo conduttore del romanzo sono le leggi gravitazionali e i corpi della sfera celeste: ogni paragrafo infatti è preceduto da alcune introduzioni a carattere astronomico che offrono un interessante parallelismo con le vicende dei protagonisti. La storia è raccontata da un io narrante sconosciuto che verrà rivelato soltanto alla fine del romanzo e che conferisce alla storia quel carattere di mistero e pura curiosità.

Trama

Paolo Basile è ragazzo italiano laureato in ingegneria meccanica che inizia la sua carriera poco più che ventenne per un grande gruppo petrolifero su una piattaforma offshore dove conosce alcuni ragazzi con cui stringerà un legame di amicizia che durerà nel tempo. La tipologia del suo lavoro lo porta a viaggiare e spostarsi di continuo, che da un lato gli conferisce la possibilità di esplorare luoghi e culture molto eterogenee fra loro, ma dall’altro fa emergere progressivamente l’istinto e il bisogno di tornare in Italia e di ritrovare la pace e la serenità di casa. Così dopo diversi anni si fa reintegrare negli uffici milanesi del gruppo come senior process engineer della divisione esplorazione e produzione.

Gli anni a Milano lo mettono a dura prova, il caos e la frenesia degli standard milanesi non fanno per lui, tutto ruota intorno al lavoro e quei pochi momenti liberi sono delle brevi boccate d’aria che precedono soltanto il ritorno ad una noiosissima routine, fatta di lavoro ed eventi mondani apparentemente divertenti ma che non lo arricchiscono in nessun modo. Così allo scoccare dei trent’anni accetta una proposta di lavoro a Londra presso una multinazionale in cui si occuperà di commesse industriali in paesi in via di sviluppo e dove si ricongiunge con Valentina, una ragazza conosciuta durante uno dei suoi precedenti viaggi e con cui c’è stato solo qualche fugace incontro prima della convivenza londinese.

Valentina è una ragazza affascinante, elegante, proveniente da una famiglia molto benestante in cui Paolo fa fatica a sentirsi a proprio agio. Questa sensazione di inadeguatezza rispetto ai lussi e alle frivolezze della sua cerchia prenderà il sopravvento durante gli anni del loro matrimonio e li porterà inevitabilmente alla rottura.

Tutto ricomincia per Paolo quando incontra Leonore, una ragazza di origini curdo-siriane che si prende amorevolmente cura dei figli di sua sorella, Awat e Keske, rimasti orfani dei genitori uccisi brutalmente da due cecchini.

Leonore collabora con associazioni umanitarie internazionali per convogliare gli aiuti in Siria ed è la referente del PYD, il partito politico curdo siriano e principale partito della Rojava, la federazione autonoma curda autoproclamatasi nei territori curdi della Siria e che per la sua vicinanza con il PKK (partito indipendentista curdo attivo in Turchia) è ritenuta un’organizzazione terroristica del territorio turco, ma in realtà il suo unico scopo è quello di difendere i diritti di un popolo minoritario, quello curdo appunto, dimenticato da tutti.

Leonore è una donna che ha visto da vicino la devastazione portata dalla guerra, che si porta dentro rabbia e dolore e di cui Paolo non può biasimare la sua visione estremista sulle responsabilità dei paesi occidentali nei confronti dei torti subiti dal suo popolo, i quali data la localizzazione strategica della Siria hanno degli interessi economici che Leonore condanna con tutta sé stessa.

Leonore ha dentro di sé una sorella barbaramente uccisa, un popolo che da secoli sogna libertà, rispetto e pace, e un mondo che si rivela sempre più ingiusto, a cospetto di una parte di esso che si arricchisce sempre di più.

Ma quello che affronteranno insieme sarà non solo una storia d’amore totalizzante ma anche un percorso di maturazione condiviso, che porterà Leonore a vedere le cose con più lucidità e Paolo a rendersi conto che chiudere gli occhi di fronte a tanta atrocità soltanto perché distante geograficamente dal suo isolotto felice non fa più per lui, vuole sentirsi parte attiva del progetto di Leonore, cioè quello di portare in salvo la sua famiglia e di dare degli aiuti concreti nei paesi devastati dalla guerra.

Capiva che le cose che vedi in televisione per quanto terribili non ti restituiscono nemmeno un milionesimo del concentrato di dolore e follia che c’è dentro.

Una lotta difficile da comprendere, data prevalentemente da motivi religiosi e con visioni più o meno estremiste che portano alla fondazione di tanti sotto partiti di cui risulta difficile perfino comprendere da quale fazione derivino. Dolore e devastazione talmente radicati di cui non si riesce più a risalire alle motivazioni che li hanno originati.

In Siria la maggioranza della popolazione è musulmana sunnita, la restante parte sono alauiti, drusi, cristiani e curdi, quest’ultimi sono a loro volta in parte cristiani ed in parte musulmani. E’ facile dedurre che si tratta di un popolo di provenienza religiosa e linguistica molto variegata, che non ha mai avuto una terra propria dove poter esprimere la propria identità e rivendicare la propria indipendenza, e che a causa di vecchi rancori e di una generalizzata mancanza di informazione hanno creato un terreno fertile per lotte all’ultimo sangue.

Questo è il terreno ideale dove suggestioni religiose e dottrine fondamentaliste attecchiscono meglio: manovrate dall’alto, da pochi, i quali usano e sfruttano le masse per soddisfare interessi economici e mantenere certi privilegi.

Paolo accompagnerà Leonore in due viaggi in territorio siriano, dove avrà modo di conoscere la sua famiglia, la sua storia e le sue origini ma dove soprattutto vedrà con i propri occhi quella macchina infernale di sfacelo e distruzione che raccontata tramite i mezzi di informazione non ci da minimamente lo spessore del significato di tanta devastazione.

I fatti e le esperienze di cui Paolo verrà a conoscenza durante i viaggi in Siria sono destinati a far parte di un progetto più grande ed ambizioso, quello di far permeare il messaggio attraverso i principali mass media tramite un discorso tenuto in diretta da Paolo che verrà soprannominato “Il discorso delle stelle”, che nel futuro alternativo immaginato dall’autore sarà il momento di una progressiva rinascita.

Interpretazione/valutazione

Il discorso delle stelle è un romanzo che smuove le coscienze, che racconta con un linguaggio naturale e delicato fatti di una crudeltà inenarrabile. Il modo in cui l’autore porta alla luce fatti di attualità noti danno un carattere di autenticità al racconto e ai personaggi, senza la minima parvenza di qualcosa di costruito o artificioso.

Le tante nozioni sia di astronomia che di carattere economico, se da un lato sono la prova inconfutabile di un grande lavoro di ricerca e di studio da parte dell’autore, servito per rappresentare al meglio il contesto storico e geografico, dall’altro corrono il rischio di rendere confusionario il racconto e di perdere a tratti il filo del discorso.

Dal momento in cui entra in gioco Leonore e la storia entra nel vivo della guerra si assiste ad una lettura estremamente toccante, dolorosa e straziante, per questo motivo ho preferito la seconda parte del libro rispetto ad un inizio prolisso e fatto di descrizioni molto puntigliose, ma che hanno sicuramente avuto il pregio di farci entrare in simbiosi con Paolo e con il suo modo di vivere.

Ringrazio Antonio per avermi concesso la possibilità di leggere il suo romanzo, da esordiente rispetto ad un’opera di attualità mi ha fatto estremamente piacere avventurarmi in un territorio ostico da comprendere, quello della guerra civile siriana, ed è riuscito a darmi la dimensione di un qualcosa che tramite i mezzi di informazione che abbiamo a disposizione al giorno d’oggi rimane comunque un terreno buio ma che grazie a questo romanzo mi ha aperto la mente.

Veronica

Antonio Rubino, classe 1978, torinese, ingegnere chimico, coltiva da sempre la passione per la letteratura. Vive e lavora a Torino dove si occupa di mercati energetici.

Classificazione: 3.5 su 5.