“Se i gatti scomparissero dal mondo” – di Kawamura Genki

Autore: Kawamura Genki
Genere: Narrativa giapponese
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice: Einaudi
Traduzione: Anna specchio

“In altre parole, davo la priorità a quello che mi trovavo davanti agli occhi anziché a quello che era veramente importante. Accidenti a me, come avevo vissuto fino a quel momento? Ero stato talmente assorbito dalle piccole faccende di tutti i giorni che avevo perso il mio tempo senza dedicarlo alle cose e alle persone che per me contavano veramente. E la cosa più spaventosa era che non mi ero nemmeno mai accorto di stare perdendo tempo prezioso. Se solo mi fossi fermato per un momento ad osservare la mia vita con distacco! Avrei capito immediatamente a chi avrei dovuto rivolgere le mie telefonate.”

Il protagonista di questa storia è un giovane trentenne dal nome ignoto che di professione fa il postino e che conduce una vita piuttosto monotona e regolare in compagnia del suo affezionatissimo gatto Cavolo con cui condivide un piccolo appartamento.

Un giorno scopre che il ricorrente mal di testa che attanaglia le sue giornate in realtà è un male incurabile che gli lascia ancora pochi giorni di vita, il mondo sembra improvvisamente crollargli addosso e tutti quei rimpianti e sogni nel cassetto mai realizzati gli tornano alla mente come un vortice inarrestabile.

E così entra in gioco il Diavolo con cui accetta di stringere un patto piuttosto bizzarro: avrà un giorno in più di vita su questa terra se deciderà di far scomparire delle cose dal mondo. Inizialmente gli sembra un accordo piuttosto banale, perché tanti sono gli oggetti di poco conto di cui le persone potrebbero fare a meno senza troppo sforzo, ma dopo aver fatto scomparire cellulari, film ed orologi si accorgerà che non è l’oggetto in quanto tale ad avere importanza ma il ricordo ad esso collegato e che sacrificare qualcosa per puro egoismo si trascina dietro delle inevitabili conseguenze.

Questi giorni in più che gli vengono concessi gli permetteranno di portare a termine alcune faccende irrisolte e di riflettere su relazioni e persone che hanno avuto un valore importante nella sua vita, prima fra tutti la madre, venuta a mancare qualche anno prima e costante punto di riferimento anche dopo la sua morte, il cui desiderio più grande sarebbe stato quello di vedere suo figlio riconciliarsi col padre e di prendersi cura con amorevolezza del proprio gatto, ma soltanto una delle due cose sembra riuscirgli…

Quando infine il Diavolo gli proporrà di far sparire i gatti da questo mondo la situazione comincerà a prendere una piega diversa.

I gatti sono qualcosa di fantastico. Ti ignorano per la maggior parte del tempo, ma quando percepiscono che stai davvero male si avvicinano senza fiatare.”

Soffermandosi già sul titolo è facile intuire che si possa trattare di un libro dal copione surreale e bizzarro, ma leggendolo ci si rende immediatamente conto della trama geniale con cui si portano a luce temi profondi ed esistenziali. Dietro il tono ironico, leggero e spiritoso di questo libro si nasconde una riflessione sull’importanza della vita e su quanto sia prezioso il tempo che abbiamo a disposizione a fronte di un’aspettativa di vita che non siamo in grado di prevedere in alcun modo. Un libricino di poche pagine ma con un grande valore introspettivo.

Quali sono le ultime cose che faremmo se le lancette del nostro orologio biologico stessero per fermarsi? Sarebbe così semplice compilare la famosa “lista delle dieci cose da fare prima di morire”? E se ci accorgessimo del valore delle cose che abbiamo nel momento stesso in cui le abbiamo invece di trovarci alla fine con dei rimpianti per quella telefonata mai fatta, quella parola non detta, quel sogno rimasto nel cassetto a prendere polvere? Temi classici ma sempre attuali che forse non hanno una vera e propria risposta ma che dovremmo utilizzare come spunto per vivere a pieni polmoni quel poco tempo che abbiamo.

Veronica

Kawamura Genki (marzo 1979) è uno scrittore di origini giapponesi. “Se i gatti scomparissero dal mondo” è stato il suo primo romanzo ed in Giappone è stato un vero e proprio fenomeno editoriale. Tradotto in oltre 10 lingue diverse e a cui si è ispirato anche un film.

Classificazione: 4 su 5.

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